malattie autoimmuni & alimentazione

La dieta che coadiuva la cura

“Siamo ciò che mangiamo”:

Scienza e medicina hanno dimostrato lo stretto legame che c’è tra la nostra dieta e il benessere del nostro organismo.

Ciò di cui ci nutriamo riesce a modificare il cosiddetto:”microbiota intestinale”,più comunemente nota come flora batterica intestinale, ovvero un esercito di batteri che popolano l’intestino e il cui equilibrio è cruciale per la nostra salute.

Le sue alterazioni sono state infatti associate a diverse patologie autoimmuni, tra cui le malattie infiammatorie croniche dell’intestino come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, ma anche malattie non legate all’intestino come l’artrite reumatoide, la tiroidite di Hashimoto o il lupus eritematoso sistemico.

Malattie autoimmuni: cosa significa?

Il microbiota è il primo guerriero del tuo sistema immunitario: i microrganismi che lo popolano rilasciano molecole fondamentali per il nostro benessere (come sostanze per degradare macromolecole, o produrre alcune vitamine e sostanze antinfiammatorie) ed allenano il sistema immunitario per prepararlo a difendersi e a combattere gli agenti patogeni. 

Se invece, a causa un’alimentazione sbagliata, l’equilibrio del microbiota va in tilt? Cosa succede? Aumentano le specie in grado di produrre sostanze proinfiammatorie che ingannano il sistema immunitario, portandolo ad armarsi contro l’organismo stesso. Invece che contro i reali nemici che mettono a rischio la salute, il nostro sistema immunitario va a reagire contro le sue stesse cellule.

Tiroidite autommune

Tiroidite: infiammazione della tiroide – 

Autoimmune: il sistema immunitario attacca le sue stesse cellule della tiroide

Gli italiani che combattono con problematiche legate alla tiroide sono 6 milioni, per la maggior parte donne, sebbene anche gli uomini ne siano affetti.

È importante capire che, quando si parla di malattie della tiroide, non si può pensare a questo organo come indipendente dal resto e trattare soltanto quello.

La tiroide, infatti, governa tutte le nostre cellule.

È l’organo che ci aiuta a mantenere attivo il metabolismo e a non sentirci stanchi.

Le persone che soffrono di ipotiroidismo se ne accorgono perché sono sempre stanche, affaticate e aumentano di peso facilmente (o faticano a perderlo): è come se tutto andasse a rallentatore.

È facile capire che se la tiroide è una ghiandola correlata a molteplici funzioni del nostro organismo, se non andiamo a correggere tutti i meccanismi che portano al buon funzionamento della tiroide difficilmente riusciremo a migliorare. La sola terapia non basta.

Tiroidite e intestino

 

Una cosa importante che molti non dicono:  la tiroidite autoimmune o di Hashimoto, come tutte le malattie auto immunitarie, ha a che fare con l’intestino e con la salute della parete intestinale e del microbiota, 

Tiroidite di Hashimoto e colite/intestino irritabile/Morbo di Crohn possono andare di pari passo 

perché entrambi hanno una base infiammatoria cronica dell’intestino: un mal funzionamento della barriera intestinale che diventa permeabile e lascia uscire in circolo delle particelle non digerite.

Ecco che, il sistema immunitario, presente per l’80% nel nostro intestino,  si attiva per difenderci non solo nei confronti di sostanze estranee (virus, batteri) ma anche con molecole che arrivano con il cibo e che hanno delle similitudini con le nostre ghiandole, nella fattispecie con la tiroide. 

Quindi, il nostro sistema immunitario quando si attiva contro queste sostanze, attacca anche la tiroide

Quali sono queste sostanze??? Come può influire l’alimentazione?

Conservare la tiroide in salute significa conservare in salute l’intestino: innanzitutto evitando tutte quelle sostanze che ne alterano l’equilibrio quali alcool, farinacei raffinati, zuccheri e abuso di latticini o carni conservate.

Esistono poi alcuni alimenti che possono più difficile da digerire dal nostro sistema gastrointestinale e quindi diventare particelle indigeste che arrivano all’intestino e alimentai che mettono in “allerta” il nostro sistema immunitario mandandolo in confusione Quali sono? 

Il glutine ed i derivati del latte (non solo contenenti lattosio, anche le proteine del latte in generale) sono i principali nemici.

Quando veniamo in contatto con queste sostanze, soprattutto se abbiamo una permeabilità intestinale, il nostro sistema immunitario si attiva perché ci difende contro queste ma allo stesso tempo attacca anche la tiroide (tiroidite). 

Come si può intervenire?

Se non hai delle intolleranze conclamate a tali sostanze, non devono essere eliminate per sempre dalla tua dieta. Immaginati però come un vaso che trabocca: ora quel vaso va svuotato per poi essere riempito di cose buone e sane e inserendo solo a piccole dosi e a bassa frequenza gli alimenti che possono far alzare troppo il livello oltre la soglia di tolleranza.

Per vuotarlo è necessario un periodo di Reset Tiroideo di almeno 3-4 settimane, eliminando tutti quegli alimenti, ovvero:

• GLUTINE: RICORDI? Se la sindrome dell’intestino permeabile DIVENTA CRONICA, oltre a continuare ad irritare un intestino sofferente può creare le basi per lo sviluppo della celiachia.

• LATTICINI: perché è un allergene e proprio per la presenza di intestino permeabile, si può sviluppare intolleranza al lattosio. Dopo ii reset a piccole dosi puoi reinserire ricotta senza panna oppure parmigiano molto stagionato.

• SOIA: contiene sostanze che inibiscono l’assorbimento dello iodio da parte della tiroide e lo iodio è fondamentale per produrre gli ormoni tiroidei. Evita quindi tofu, edamame, latte o yogurt di soia. Dopo il reset puoi inserire con moderazione Tempeh, miso e salsa tamari.

• CRUCIFERE SI MA COTTE: broccoli, cavoli, cavolfiori contengono le stesse sostanze contenute nella soia che però vengono meno con la cottura. Non eliminatele, perché sono più i benefici che gli effetti negativi (non abusatene).

• CEREALI, FRUTTA? Questi possono risultare difficili da digerire perché l’intestino tenue fatica a produrre l’enzima disaccaridase che scinde i disaccaridi (saccarosio, lattosio e maltosio) per essere digeriti. 

Preferire frutta cotta di stagione oppure frutti rossi (lamponi mirtilli more fragole). Tra i cereali preferire riso, miglio, amaranto e pseudocereali quali grano saraceno e quinoa. Un trucco? Mettere i cereali in ammollo per attivarli.  I  cereali sono ricoperti di fitati che sono antinutrienti che ci impediscono di assorbire proprio quei minerali e quelle vitamine che ci servono per far funzionare correttamente la tiroide. In ammollo anche il riso, il grano saraceno, la quinoa almeno 6-8 ore prima di cucinarla. 

• Tra le verdure limita la solanacee: peperoni, melanzane, pomodori e patate. Utilizzate la batate al posto delle patate.

• Abolire totalmente gli zuccheri e nessun farinaceo raffinato/bianco.

I cibi utili?

Per favorire, inoltre, il metabolismo tiroideo e quindi la produzione degli ormoni, possiamo integrare alla nostra dieta alimentare la frutta oleosa, in particolare i pistacchi che contengono tirosina che è l’ormone precursore degli ormoni tiroidei, ma anche mandorle noci nocciole etc.

Il selenio che è fondamentale: puoi usare integratori oppure sai che 2 noci del Brasile al giorno forniscono il quantitativo di cui abbiamo necessità?

Ricordiamoci gli omega 3 sono grassi antinfiammatori, quindi di fronte a una malattia auto immunitaria, che è sostenuta da una infiammazione cronica, sono fondamentali: pesce azzurro, salmone, semi e frutta oleosa, olio extravergine d’oliva e avocado sono le fonti principali.

Facebook Comments
ARTICOLI & RECENSIONI, ARTICOLI NUTRIZIONALI, Senza categoria
Previous Story
Next Story

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.